Questo ultimo monografico è dedicato al binomio Fede e Musica: un numero così definito, da una parte permette di spaziare, perché il tema è molto vasto e ricco, dall’altra per forza di cose rischia di risultare alla fine parziale, perché qualche elemento è stato tralasciato. La riflessione che ha condotto la redazione a individuare la carrellata di articoli che qui vi vengono proposti si è originata a partire dal fatto che il tema, come i molti aspetti della vita delle Chiese, è sempre al centro di riflessioni e discussioni. Da una parte diviene centrale nel cosiddetto “rinnovamento liturgico” e nei percorsi Eci (Esser Chiesa Insieme), dall’altra con il ricorrere dei Cinquecento anni della Riforma si pone in dialogo con i fondamenti della Riforma, sui quali proprio in questo periodo si torna a riflettere.

Se questa è la prospettiva del numero, tuttavia l’intento non è di realizzare una rilettura o ricostruire un percorso storico sulla musica nella Riforma, ma analizzare qual è oggi il rapporto tra la fede e la musica nella pratica delle nostre chiese, qual è il ruolo e lo spazio dedicato alla musica, al canto, alla formazione musicale, secondo le diverse prospettive che le diverse chiese battiste, metodiste e valdesi hanno sviluppato e portato avanti.

Attualizzare il tema del ruolo della musica nell’ambito delle chiese protestanti, significa anche domandarsi quali siano le modalità attraverso cui si può realizzare nel concreto l’innovazione liturgica, di quali contenuti si supporta e in che modo intervengono le emozioni e le relazioni fra credenti. Se come diceva Agostino d’Ippona “Chi canta prega due volte” quali sono i presupposti biblico-teologici che oggi ci devono interrogare e guidare nella pratica comunitaria musicale? Quali sono i canali musicali che è lecito usare? E con lecito è chiaro che si intende qui una provocazione, poiché la tradizione può non essere solo un fatto di “tradizione” da superare, mentre d’altra parte la sperimentazione musicale e la creazione di nuovi linguaggi musicali, se può essere alla base della crescita delle chiese, non può essere lasciata al caso. Essa deve inoltre essere in grado di intercettare tradizioni e sensibilità diverse, linguaggi diversi ed eterogenei che sono gli elementi costitutivi della dimensione transculturale delle nostre chiese oggi.

Nel dialogo con Dio e con la comunità la musica assume un ruolo importante, in essa si manifestano anche diverse sensibilità e percorsi musicali, sulla loro interazione e sul senso profondo e teologico di queste ci conduce Enrico Parizzi. Individuando il ruolo della musica e del canto nell’ambito della Riforma e della tradizione delle chiese riformate, Nicola Sfredda spiega come in cinque secoli di pratica liturgica si sia andata conformando e come oggi si attualizzino le riflessioni dei riformatori e dello stesso Lutero. Il riconoscimento di un Ministero musicale è al centro del percorso attuato dall’Ucebi, che ha voluto creare un ministero specificamente dedicato alla conduzione del canto e allo sviluppo della musica per l’attività liturgica ma non solo; di questo percorso, durato molti anni ci parla Carlo Lella. La musica, nello spazio comunitario, veicola emozioni, suscita in noi sentimenti, che non vanno confusi con l’azione dello Spirito, il quale agisce certamente anche mediante la musica. Attraverso un’intervista a tre musicisti con profili e percorsi diversi, impegnanti in vario modo nelle loro chiese, Alberto Annarilli, Malte Dahme e Antonio Montuori si tenta di vedere punti di vista plurali nell’approccio alla musica per la comunità.

La musica, costituisce anche uno spazio di aggregazione comunitaria e in tal senso l’esperienza del Euphoria Gospel Choir di Napoli, è un esempio di laboratorio “musicale” e “comunitario” in cui come ci racconta Emanuela Riccio, ciascuno e ciascuna si mette in gioco, sia sul piano della voce, sia su quello della condivisione che si sperimenta quando si è un gruppo e una comunità.

Prendersi cura dello spazio musicale e del canto è inoltre al centro di due diverse esperienze di cui ci viene offerta una breve illustrazione: la Giornata della Musica delle chiese valdesi del I Distretto raccontata da Debora Michelin Salomon e la realizzazione nel nuovo innario FGEI, di cui all’intervista a Marco Corcella.

Conclude questo percorso plurale una scheda di animazione per la realizzazione di un’attività per gruppi, sul tema della musica, realizzata dalla Staff del Campo formazione nord.

Con la riflessione proposta da Francesca Litigio a partire dal Vangelo di Luca, si chiude il ciclo di studi biblici dedicati al tema della gioia.

Auspicando che questo breve percorso possa costituire uno spunto di riflessione per tutti e tutte i nostri lettori e lettrici, vi auguriamo buona lettura.

Samuele Carrari e Sara Rivoira