231: Storie di Esodi

by | 04-11-2017

post-arrow

Storie di esodo. Questo il filo conduttore della parte monografica di questo numero di Gioventù Evangelica. Siamo circondati da guerre, migrazioni, episodi di violenza, notizie di morte,  sopraffazione, ingiustizia. Novecento morti in mare il 19 aprile. Uomini donne bambini bambine stipati come sardine hanno trovato la morte nel Mediteranneo. Non basterebbe un atlante di Le Monde Diplomatique a mappare i conflitti esistenti e potenziali, né i flussi di quelle che UNHCR (Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite) chiama “displaced people”. Il rapporto Global Trends di UNHCR, facilmente reperibile sul web, dice che il numero di rifugiati è cresciuto . . . . . .

230: Evangelizzazione

by | 04-11-2017

post-arrow

Evangelizzazione: parola chiave di questo numero. Il prossimo campo studi FGEI è su questo tema, l’Ucebi ha un Dipartimento Evangelizzazione da parecchi anni, il Sinodo ha riconfermato la settimana dell’evangelizzazione: su questo tema si agisce e si riflette. Essere capaci di comunicare la buona novella è fondante del nostro essere cristiani/e, lo si declina con modalità e sensibilità diverse, con l’esempio e le buone opere, alla ricerca di nuovi fratelli e sorelle da portare in chiesa, nelle iniziative culturali e nelle scelte etiche, nella gioia e nella consapevolezza che il dono della salvezza di un Dio che ci ama di . . . . . .

229: Il lavoro

by | 04-11-2017

post-arrow

Le recenti elezioni europee hanno prodotto una nuova commissione politica, appena entrata in carica, che verrà valutata dai cittadini per la capacità che avrà – se l’avrà – di rimettere in moto l’economia e combattere la disoccupazione creando posti di lavoro, possibilmente non aleatori e non precari. La situazione è grave, la crisi perdura e a livello globale si continua a insistere con ricette neo-liberiste. Quando come redazione abbiamo deciso di incentrare questo numero sul tema del lavoro lo scontro politico sul jobs act non era ancora esploso, e nemmeno quello sociale, ben più drammatico e aspro. Il lavoro dunque, . . . . . .